E’ una libreria javascript il cui sviluppo è finanziato dalla Well Nestoria (un motore di ricerca dedicato al mercato immobiliare londinese) che assicura i sottoscrittori del servizio dai cambiamenti del Term of Services di Google. Cerchiamo di capire a che cosa serve e quali “rischi” copre.
La proliferazione delle API (Applicaiton Programming Interfaces), widgets, social bookmarks, RSS feeds e web services così come Standard Aperti ha fatto esplodere il Web 2.0 e i social media. Dal punto di vista dei modelli di business lo scenario è tumultuoso.
citando Dion Hinchcliffes
Come sostenuto nell’ultimo post, si crede che lasciando gli utenti innovare i servizi usando la propria offerta (di contenuti e applicazioni, N.d.R.) permettendo di integrarli nei propri siti web, blogs e applicazioni, possiamo estendere la distribuzione e ottenere una rapida propagazione virale su internet, sfruttando appieno la creatività che teoricamente risiede in grande quantità ai margini del della rete
i fattori chiave di questa evoluzione sono:
- l’abbassamento delle barriere all’entrata sul mercato lower;
- l’emergere di linguaggi di sviluppo rapido e delle tecniche di extreme programming;
- la diffusione della banda larga;
- la riduzione del digital divide le la crescita dell’alfabetizzazione informatica;
- l’esplosione dei contenuti generati dagli utenti;
Tutti questi fattori stanno riportando internet alle aspettative e alle promesse emerse prima dell’avvento del WEB.
Come già nel suo libro del 1998 Net Gain e il successivo Net Worth, John Hagel dimostra di avere la visione corretta e riesce nell’evidenziare i percorsi critici in un ambiente in continuo cambiamento. In questo post, Hagel cita Om Malik’s Web 2.0 of Innocence
La storia del Web 2.0 è fatta di API’s, mashups, infrastrutture a basso costo e la nascita di applicazioni offerte gratis agli utenti, finanziate dai venture capitalists o con un modello di business.
Un sacco di cose buone sono successe, l’innovazione è esplosa ma stiamo entrando in una fase più pragmatica, dove i grandi attori come Google e Amazon che hanno distribuito l’elisir delle API stanno riprendendo il controllo della situazione
Molte, se non la maggior parte delle start up sono features mascherate da business
La mancanza di un modello di business sostenibile e la dipendenza dalle API è un punto di estrema debolezza delle start up.
Haghel fornisce ancora interessanti “best practices”_
Le recenti mosse dei grandi fornitori di web services come Google, Amazon, MySpace and Firefox suggeriscono che ci ci potrebbe essere un’altra meno entusiasmante futuro (per le stat ups, N.d.R.) impedendo l’uso o facendolo pagare delle API stesse o peggio sviluppando rapidamente applicazioni in competizione con quelle costruite da terze parti grazie ai propri web services piuttosto che invece finire con una grande acquisizione.
Il caso citato di Firefox è un po differente tenendo consto che è un progetto Open Source e che Flock è costruito su di esso.
In ogni caso la lezione da imparare è la seguente:
L’unico orizzonte sostenibile per il web 2.0 , come in qualsiasi altro business oggi, è quello di fare presto e meglio degli altri ma non è uno sprint alla fine del quale ci si può sedere aspettando che un acquirente bussi alla tua porta.
Per intraprendere un percorso di crescita del business più sicuro Haghel suggerisce:
Il web 2.0 è una potente opportunità per partire da soli con poche risorse ma è meglio investire per acquisire presto quelle risorse che permettano di costruire un modello di business sostenibile con qualche ragionevole barriera all’entrata, specialmente per quanto riguarda il fornitore di API che si sta usando nella fase iniziale. ;
Ma, abbiamo visto che molto dipende dalla comprensione delle strategie fornitori di API (Statsaholic sembra aver fallito in questo).
Tatticamente quindi si deve:
- accelerare l’innovazione nell’innovazione dei servizi offerti in maniera da essere sempre uno, duo o più passi avanti di coloro che cercano di copiare il servizio;
- trovare modalità di utilizzo dei servizi che aiutino a stabilire relazioni di fiducia con gli utenti e idealmente innescare potenti effetti a catena che renderebbero difficile per eventuali entranti portare via gli utenti.
- Motivare gli utenti a contribuire allo sviluppo dei servizi è sicuramente una tattica che garantisce il miglioramento del servizio proporzionalmente alla crescita degli utenti, l’essenza del web 2.0
La conclusione di Haghel sul futuro dei modelli di business del Web 2.0 sono interessanti.:
Sospetto che sostenere una crescita equilibrata nel tempo dell’ecosistema Web 2.0 sarà incentrato su un nuovo modello di business fondato sul pagamento per l’uso delle API. Questo aumenterà la pressione sugli utenti delle API stesse spingendoli a costruire servizi sostenibili, riducendo la tendenza dei fornitori stessi a competere con i servizi creati sulle loro API.
Questo modello comincia ad emergere effettivamente e stanno emergendo nuovi attori che cercano soluzioni a questi problemi. Cosa si può fare per ridurre questi rischi? Cercare un’assicurazione, proprio quello che fa mapsastraction. Si legge su Vecosys :
Well Nestoria, ha deciso di offrire una polizza che copra i rischi derivanti dal cambiamento dei termini del sevizio di Google, sostenendo attivamente Mapsastraction una libreria che offre API comuni per i servizi di mapping Google, Yahoo e Microsoft, permettendo di cambiare da uno all’altro nella maniera più semplice possibile. L’obiettivo di Mapsastraction è quello di proteggere le aziende che costruiscono servizi commerciali usando le Google Maps, garantendole dai cambiamenti del Terms of services, dall’introduzione di pubblicità o dalla discriminazione della qualità del servizio.
Un’assicurazione è sicuramente un ottima soluzione per ridurre i rischi a breve e medio termine, resta il fatto che le dinamiche di innovazione di un mercato altamente competitivo si garantiscono solo se i servizi di “base” non sono offerti in regime monopolistico o oligopolistico. La migliore assicurazione in questo senso è quella di sostenere i progetti open source e gli standard aperti che hanno a questo punto un importante ruolo economico e non solo etico.
Tags: programmable web

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